Vivono sempre nel cuore due file di cipressi
una casetta che emerge tra gli ulivi.
Li cerco con ansia da lontano.
I ricordi salgono leniscono un istante
la fatica.
Infanzia di sogni aneliti di fedeltà
al sangue. Pianura che gli occhi
coprivano di fiori e di luce.
Al confine dei monti il recinto scuro,
un istante alla mia festa posa
e attende.
Giuseppe Cultrera
Lo so che vegli, Signore, il mio terreno
viaggio ma sovente mi ritrovo
terribilmente solo. Quelle ore
non passano al quadrante e nel vuoto
corre il mio grido
se il dolore mi vince. Tendimi
la mano. Ne sento la stretta
nella mia solitudine.
Giuseppe Cultrera
Il tempo non ha consunto la Tua immagine
Madonna di Villa Raffo,
nel tabernacolo del vecchio muro.
Le prime sillabe il Tuo nome.
E recavamo con fede
i fiori dei prati.
Brucia nella sera la lucerna il puro
frutto dell’ulivo. Odore della terra,
silenzio di preghiera.
<<Ave Maria, per quelli che ci sorreggono
e dormono il sonno eterno, per quanti
il peso grava del giorno
fuga le tenebre e i dèmoni del male
lontana dai campi le tempeste>>.
E risuona la parola di saggezza; i figli
proseguono con ardimento
l’antica strada. I passi hanno scavato solchi
sulle lastre del porticato. Duro lavoro
amore e la Tua benedizione. E vanno
tra queste mura o sono partiti
e più non tornano. Ma nell’ora
dell’agonia il sangue stanco di sacrifici
T’invocarono con il moto delle labbra
quando gli occhi non più scorsero la luce
e i volti amati.
E nessuno ha tradito questa terra;
e alti già i cipressi del viale e i tronchi
ampi degli ulivi numerano i secoli.
Giuseppe Cultrera