Bisogna essere innamorati della vita, per apprezzarne le meraviglie e al tempo stesso odiarla.
Questa vita che ci propone una natura diversa da come lo vorremmo, quindi bisognosa di essere cambiata, addolcita, colorata, ingrandita e ritoccata.
Così, sotto l’impeto dei propri desideri (un impeto che nell’arte diventa ispirazione) l’artista inizia a creare e quindi a donare a se stesso e agli altri, una nuova e più suggestiva visione della realtà, trasfigurando, con la scrittura, con la scultura, con la pittura, con la fotografia, con il cinema è cioè con la propria arte una concretezza e una materialità che gli altri non riescono a individuare. Questo è il regalo che ci fa Aldo Cultrera. Le sue opere - non riesco a chiamarle semplicemente fotografie, ci trasportano al di là della convenzionale concezione dei fiori, dei monti e dei tramonti o del mare o delle case o di un tetto che sontuosamente ci racconta una semplice storia.
È un piacere trovarmi qui con voi, in questo giorno, dove le parole non riescono a descrivere l’emozione che provo in questo momento.
È finalmente arrivato per me l’atteso momento. La vita dopo avermi fatto percorrere varie tappe, vari “attimi d’amore”, mi riporta qui a vivere nuovamente il mio primo amore: “Chiaramonte Gulfi”. Non è una coincidenza, infatti, quando con una semplice foto colgo un istante, un particolare, un dettaglio che possa non solo rappresentare la mia vita presente e passata ma comunicare un’emozione un sentimento “d’amore”.